domenica 26 febbraio 2017

Febbraio, divagazioni e pensieri vari

Complice una domenica un po' pigra e un telefono aziendale che mi ricorda i miei doveri in termini di reperibilità, ne approfitto per popolare un po' il blog con qualche scorcio di vita reale e qualche riflessione. Forse.
Questo mese si è giocato all'insegna della salute e degli acquisti.
Da un lato, c'è un televisore nuovo che finalmente è approdato in casa e che porterà me e Silvia nell'era moderna. Certo il caro buon vecchio Sony "tubo catodico" Trinitron funge ancora bene, sebbene il decoder per il satellitare metta a dura prova la mia pazienza e capacità di sintonizzarmi sul canale che voglio, ma è anche necessario guardare al presente e accettare il fatto che le smart tv esistono e sono qui, ora, adesso.
L'altro grosso investimento è stata invece in ambito automobilistico, con il rientro della fidata Peugeot 207 che, superati i 212.000 km, dava segni di cedimento e prospettava manutenzioni non più così vantaggiose in termini di longevità ed efficacia della spesa. Motivo per cui, complice una tempestiva occasione presso il concessionario Simionato di Resana, ho fatto l'upgrade con una Renault Megane. E per ora devo dire che ne sono pienamente soddisfatto.
Sul fronte salute invece avevo iniziato con visite e responsi in merito ad allergie che ho scoperto di avere e ho concluso con vaccinazioni e approvvigionamenti di medicinali in vista della mia prossima tappa in Senegal. Eh già, con N-aitec il lavoro sta diventando sempre più un'occasione per scoprire il mondo. Parafrasando una nota pubblicità di ingenui bonari che risparmiano 3 euro e se li spendono subito per farsi vacanze a destra e a manca, potrei affermare "Prima a Singapore, poi in Senegal...ma hai vinto il superenalotto?" "No, mi ci mandano a lavorare".
Che poi, ogni volta che si parla di viaggi con amici e parenti tutti pensano a quest trasferte con una reazione del tipo: "Wow, che figo! Vorrei andarci io! Che fortuna!" 
Non nego che in effetti ci sono dei vantaggi e delle ottime occasioni, però ci vado a lavorare, mica a sollazzarmi. Senza contare che finché si parlava di Singapore - di cui non ho praticamente parlato qui perché al tempo ho ritenuto così - c'era, da parte mia, una certa consapevolezza e percezione della trasferta, questa qui in Senegal è un po' più "impegnativa" e ricca di incognite. Basta solo considerare che mentre il Changi Airport è considerato uno dei migliori al mondo, l'Aéroport International Blaise Diagne lo stanno ancora finendo di costruire...Al netto di ciò, e del fatto che telefonia e internet non saranno proprio così scontate, c'è tutta una questione di vaccinazioni e medicinali che mi ha mandato un po' in paranoia. Vedremo come andrà comunque, male che vada vivrò simpatiche esperienze allucinatorie date dagli effetti indesiderati dei farmaci...
Pratiche sanitarie necessarie per la salvaguardia dei viaggiatori che mi dan molto da pensare a come, tuttora, ci siano queste grandi disparità tra le nazioni in termini di sicurezza e sanità e occasioni di vita. Immagino comunque che ora laggiù la situazione sia indubbiamente migliore rispetto ai decenni scorsi, però fa un po' riflettere sugli sforzi che, come umanità, compiamo per il nostro futuro e sulle velocità che ciascuna nazione ha nel muoversi verso un miglioramento generale. Pensare che era non son nemmeno trascorsi millenni dall'ultimo Expo anche se, in effetti, allora si parlava di cibo con Mc Donald's e Coca Cola.

giovedì 16 febbraio 2017

Smetto quando voglio

Titolo: Smetto quando voglio
Regia: Sydney Sibilia
Anno: 2013
Genere: commedia
Cast: Edoardo Leo, Valeria Solarino, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero de Rienzo, Stefano Fresi, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Neri Marcorè, Guglielmo Favilla

La trama in breve:
Roma, i nostri tempi. A un ricercatore universitario viene negato il rinnovo dell'assegno di ricerca; ha 37 anni, una casa da pagare, una fidanzata da soddisfare, molti amici accademici finiti per strada, stesso destino. Pietro Zinni, un chimico, non vuole fare la loro stessa fine, non vuole essere umiliato facendo il lavapiatti in un ristorante cinese, né il benzinaio per un gestore bengalese. Le sue qualifiche e il suo talento non possono essere buttati al vento. Si ingegna e scopre una possibilità ai limiti della legalità: sintetizza con l'aiuto di un suo amico chimico una nuova sostanza stupefacente tra quelle non ancora messe al bando dal ministero. La cosa in sé è legale, lo spaccio e il lucro che ne derivano no. Ma fa lo stesso, i tempi sono questi. Pietro recluta così tutti i suoi amici accademici finiti in rovina, eccellenti latinisti, antropologi e quant'altro e mette su una banda. Lo scopo è fare i soldi e vedersi restituita un briciolo di dignità. Le cose poi prendono un'altra piega... (fonte mymovies)

Il mio commento:
Ho scoperto questo film praticamente per caso, tramite la pubblicità del suo seguito - Smetto quando voglio Masterclass - visto al cinema e grazie a un'intervista alla radio di due degli attori del cast, nello specifico Paolo Calabresi e Stefano Fresi. Da qui il pensiero di recuperarmi il primo atto di questa "serie", pensiero poi tramutato in realtà grazie alla sospetta collaborazione di Rai 4 che mi ha programmato il film giusto domenica scorsa.
Ordunque, ne son stato pienamente soddisfatto :-)



Siamo di fronte a un film realizzato con mezzi all'italiana ma il cast e la sceneggiatura proposta sono di buon livello, con una certa personalità e modernità. 
Per qualche strano motivo ipotizzavo che la trama mescolasse qualcosa in stile "Una notte da leoni", forse per via dell'estetica di Stefano Fresi, mentre in realtà il riferimento alla pellicola con Bradely Cooper e Zach Galifianakis non c'entra nulla.
Direi piuttosto che il mix proposto da Sydney Sibilia è molto azzeccato, attuale e per certi versi tragicomico, risultando in un'opera che riesce a strappare qualche sorriso ma che non si prefigura come una storia demenziale. Semmai, gli autori propongono uno scenario abbastanza realistico della situazione italiana dove, complice una crisi economica che si trascina da millenni (e che non verrà mai risolta fino a che non si rivedono drasticamente molte cose) e una sistematica poca attenzione al mondo dei ricercatori e alla valorizzazione delle menti italiane, si assiste al fallimento di certi individui che, invece, per meriti intellettuali e culturali, dovrebbero ambire a ricoprire ruoli di rilievo.
Un po' come nel preambolo di Idiocracy: anche se, quando pensiamo alla società del futuro ci immaginiamo una realtà evoluta, nella quale raziocinio e scienza la fanno da padrone, all'atto pratico, sarà la stupidità a dilagare e le menti colte relegate in un angolo se non addirittura estinte.
Nello sviluppo della trama e nella caratterizzazione dei personaggi emerge anche una certa rassegnazione: sono poveri, disadattati, costretti a impieghi di bassa manovalanza, disposti a digiunare o a mentire ai colloqui.

domenica 5 febbraio 2017

Divergent

Titolo: Divergent
Regia: Neil Burger.
Anno: 2014
Genere: azione, sci-fi
Cast: Shailene Woodley, Theo James, Ashley Judd, Maggie Q, Kate Winslet, Zoë Kravitz, Ansel Elgort, Jai Courtney

La trama in breve:
In un futuro in cui una grande guerra ha distrutto le città e reso necessario un mutamento nell'organizzazione delle società, la razza umana vive divisa in cinque caste la cui appartenenza non si dà per nascita ma per scelta individuale al compimento della maggiore età. I Candidi (sempre sinceri) si occupano di esercitare la legge, i Pacifici (sempre gentili) coltivano la terra per sfamare tutti, gli Eruditi (sempre a conoscenza di tutto) sono insegnanti e ricercatori, gli Abnegati (altruisti) si occupano di governare e infine gli Intrepidi si occupano della protezione. Al momento di compiere un test sulla personalità utile a capire a quale gruppo si è più affini Beatrice Prior risulta Divergent, cioè non affine a nessuna categoria, un risultato rarissimo che la mette in pericolo. L'ordine sociale infatti impone di eliminare quelli come lei poichè la loro stessa esistenza è una minaccia all'ordine così costruito. Celando la sua natura Beatrice sceglie gli Intrepidi e comincia il suo addestramento a una vita di cui non è certa. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Non ho mai letto i libri di Veronica Roth da cui è tratto questo primo capitolo della serie di film dedicati a Divergent. Da quel che vedo l'autrice è pure giovincella per cui diventa un po' più semplice interpretare e ricondurre quanto visto nel film all'esperienza che molti ragazzi vivono nel momento in cui crescono e si iscrivono al college o all'università, scegliendo un percorso di vita che li condurrà, un giorno, ad un'occupazione.
Per cui, soprassedendo sui motivi che hanno portato all'ambientazione proposta, e spiegati da una voce narrante all'inizio della pellicola, ci si trova ad accettare quel che è la situazione quotidiana del futuro distopico tratteggiato da autrice e sceneggiatori. Ferrea divisione in classi sociali chiuse, in fazioni, a cui per altro si accede in base ad un'unica scelta, irreversibile e basata su elementi vaghi e confusi. E già qui vien da storcere il naso...



Quel che non è chiaro è se l'appartenenza ad una delle varie caste è determinata da codice genetico o che: nel primo caso, perché lasciar possibilità di scelta? 
Nel secondo caso, che è ovviamente quello avvallato dalla trama e dall'intreccio, in base a cosa viene dedotta l'indole della persona? 
Che poi, vivendo in contesti protetti, abituati a specifiche dinamiche e modi di fare, non è che sia così immediato aver coscienza di altro o non esplicitare anche lati caratteriali appartenenti alle altre fazioni. Voglio dire, non  è che se uno è abnegato (poi sempre indicati come "rigidi"...) automaticamente non può essere sincero e pacifico.

sabato 4 febbraio 2017

Linguaggi di programmazione al cinema

Recentemente mi son imbattuto in Skyfall, ennesimo film dedicato al personaggio di 007, versione Daniel Craig. Per altro non è neanche male come pellicola solo che, per la seconda volta, non son riuscito a vederlo tutto. 
La prima volta ho cercato di guardarmelo in aereo, non so se dal ritorno dalla Cina o se da Singapore. Fatto sta che ero provato e assonnato; avevo cercato strenuamente di resistere - nonostante sia un film in cui l'azione non manca affatto - ma ugualmente c'è stato il buio, il capo ciondolante, la meditazione suprema, quindi il risveglio sulle scene finali giusto un minuto prima dei titoli di coda. Solo che, in quell'occasione, ho sbadigliato, mi son sistemato sul sedile, poi mi son guardato attorno con espressione da nobile e poi ho optato per guardare altro, scegliendolo dal menù, fosse mai che qualcuno sospettasse che mi fossi appisolato... 
La seconda volta invece ho visto la parte centrale, fino alla cattura di Javier Bardem biondo, e poi...beh, son dovuto andar via per cui non ho materialmente potuto proseguire con la visione.
Ma prima o poi lo recupererò :-)
Fatto sta che in questo film, ad un certo punto, compare la classica scena in cui l'informatica la fa da padrone. Il che ci porta al motivo e al senso - sempre se ne possiede uno - di codesto post. 
Lo so che i film non sono la realtà ma, dico io, è possibile almeno cercare di trasporre sullo schermo qualcosa di vagamente realistico?
Nello specifico mi riferisco alla sequenza con l'agente Q (Ben Wishaw) alle prese con il pc del cattivone, questo prima dell'infezione della rete della sede (temporanea) del MI6. 
Ordunque, abbiamo un programma sviluppato in un linguaggio ignoto, all'interno del pc del cattivone ricordiamolo, che deve essere esaminato...motivo per cui ha più che senso attaccarlo alla rete aziendale ed esplorarlo senza prendere alcuna precauzione. Manco il Norton c'hanno all'MI6. Inevitabile la tragedia e la brutale infezione di ogni server.
Ma questo non mi interessa. Mi preme invece soffermare l'attenzione su come è stato reso il linguaggio di programmazione, qualunque fosse, all'interno del film:



Ecco, quelle scie luminose a tutto schermo sono, a detta loro codice, un qualche cavolo di programma mutante - eh beh... anche la robaccia che scrivo io muta dopo un po' di giri di debug e bug fixing ... - scritto con un linguaggio di programmazione evoluto e che, a maggior ragione, solo menti elette sanno interpretare.
Forse con un bel po' di cabernet in corpo pure io lo affermerei.
Ora, capisco che ci siano esigenze sceniche, dinamiche di sceneggiatura tali per cui bisogna far comprendere allo spettatore medio la complessità di algoritmi, controlli, moduli software e via dicendo, usare immagini e metafore per concetti che non sono noti a tutti, ma...caspita...non è un po' esagerato e fuorviante?

martedì 31 gennaio 2017

Arrival

Titolo: Arrival
Regia: Denis Villeneuve
Anno: 2016
Genere: sci-fi
Cast: Amy Adams, Jeremy Renner, Forest Whitaker, Michael Stuhlbarg, Tzi Ma, Mark O'Brien, Nathaly Thibault, Joe Cobden, Russell Yuen, Julian Casey

La trama in breve:
Louise Banks, linguista di fama mondiale, è madre inconsolabile di una figlia morta prematuramente. Ma quello che crede la fine è invece un inizio. L'inizio di una storia straordinaria. Nel mondo galleggiano dodici navi aliene in attesa di contatto. Eccellenza in materia, Louise è reclutata dall'esercito degli Stati Uniti insieme al fisico teorico Ian Donnelly. La missione è quella di penetrare il monumentale monolite e 'interrogare' gli extraterrestri sulle loro intenzioni. Ma l'incarico si rivela molto presto complesso e Louise dovrà trovare un alfabeto comune per costruire un dialogo con l'altro. Il mondo fuori intanto impazzisce e le potenze mondiali dichiarano guerra all'indecifrabile alieno. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Avevo sentito parlare discretamente di codesto film e, dopo averlo visto, non posso che confermare una mia certa qual soddisfazione.
Ok, la solfa dell'invasione aliena non è poi così nuova e un paio di escamotage usati per sbrogliare la trama potevano esser gestiti diversamente però in questo Arrival - ispirato al racconto Storie della tua vita di Ted Chiang - la presenza extraterrestre diviene per lo più un pretesto per parlare anche di altro.
Innanzitutto, a differenza di opere del medesimo stampo, dinnanzi alla minaccia aliena non vediamo stagliarsi solo la forza bruta americana che si prende la responsabilità di risolvere il problema a nome di tutta l'umanità bensì ci sono gli sforzi di coordinamento e di condivisione (almeno inizialmente) da parte di svariate nazioni che, a modo loro, cercano di comprendere con cosa hanno a che fare. Sarebbe stato interessante aver visto la medesima storia raccontata anche dal punto di vista dei cinesi o dei danesi o degli africani...giusto per avere una cartina al tornasole su modalità, intuizioni e impostazioni. La "guerra fredda" tra le nazioni che cercano di arrivare a risolvere "il mistero" (diciamola così) ad un certo punto poteva anche sfociare in altro: si tramuta infatti in competizione e in potenziale invito alla distruzione fratricida...e forse ci poteva pure stare che qualche nazione illuminata (tipo la Corea del Nord, per dirne una) iniziasse a complicare le cose. Ma così non accade, a beneficio dello sviluppo narrativo.



In secondo luogo mi ha fatto piacere notare che l'impulso alla nuclearizzazione o comunque al ricorso alla forza bruta sia stato in qualche modo placato e tenuto a bada. D'altra parte, che senso avrebbe cercare di annientare creature tecnologicamente più avanzate di noi e che per altro si dimostrano pacifiche? Molto meglio erigere un muro per far capire a questi dannati alieni di starsene a casa loro! Questo credo avrebbe previsto il buon vecchio Trump se fosse stato alla sceneggiatura...ma grazie al cielo non è stato così.

domenica 29 gennaio 2017

Segnalazione Libri ed Ebook

Approfitto di questo post per alcune segnalazioni di libri ed ebook che, magari, potrebbero esservi di interesse: prendetelo come un consiglio di benessere e di salute, non solo in termini di benefici a livello culturale. Immagino lo sappiate ma, a quanto pare, leggere allunga la vita :-)


QIXING TANG LANG QUAN – I Segreti della Mantide Religiosa Sette Stelle

di Angelo D'Aria
Caliel Editore

Questo libro rappresenta un’opera di rilevante importanza nel contesto del kung fu cinese. Per la prima volta sono stati raccolti e tradotti in un unico volume i principi, le tecniche i cantici e i poemi che costituiscono la colonna portante non solo dello stile in questione, il Qi Xin Tang Lang Quan, ma di tutto il kung fu tradizionale. Il M° Angelo D’Aria ha dato un contributo eccezionale e di elevato spessore elargendo un sapere, costato anni di studi e approfondimenti, utile a tutti i praticanti di kung fu tradizionale ed in particolare a coloro i quali si dedicano allo studio del Tang Lang.

Lo segnalo in quanto in promozione a 8 euro anzichè 20 del prezzo di copertina. Per maggiori informazioni vi rimando a questo link


Abissi

di Davide Stokovaz
Elison publishing

Gaia Bernardi, biologa presso l'O.G.S. di Trieste, si reca al lago Baikal per scoprire le cause della morte di suo fratello, avvenuta in circostanze poco chiare.
Giunta sul posto, farà l'incontro di alcuni biologi marini e soprattutto di Sajan, un giovane buriato con il quale aprirà una breve relazione sentimentale.
Ben presto, Gaia scoprirà che le acque cristalline del lago celano una minaccia mortale, responsabile della morte di molti uomini. Riuscirà a sconfiggerla e a far ritornare la pace nel lago?

Per maggiori informazioni vi rimando a questo link


Risata giapponese

di Andrea Massucco
Elison publishing

Saragozza, Spagna. Un omicidio si compie in uno studio di commercialista dove vengono cancellate tutte le tracce del killer, compreso il sangue e le impronte digitali. Un omicidio dalle tinte cupe che mette a nudo i vizi di una porzione minuscola di un quartiere, scoperto poi per caso dalla brillante intuizione del commissario di polizia Martinez. 

Per maggiori informazioni vi rimando a questo link



martedì 17 gennaio 2017

Buoni propositi 2017 (?)

Ed eccomi qua per il primo post dell'anno ^__^
(e sì, ho anche io un calendario e, sì, mi son accorto della data odierna)
Poche righe, giusto una manciata di minuti per scribacchiare qualcosa e dare una testimonianza: c'è ancora qualcuno qui, dietro al pc, ad aggiungere contenuti a codesto blog.
Blog che, quest'anno, temo festeggi i 10 anni di vita ^__^
Ad esser sinceri avrei voluto postare qualche giorno fa, sull'onda dell'entusiasmo che, solitamente, il nuovo anno che inizia reca con sé.
Poi ho iniziato a targiversare, a procrastinare, a meditare su cosa scrivere...probabilmente andava bene qualunque cosa...
Quindi eccomi qui, praticamente a metà mese ad inaugurare i post del 2017 ciarlando di buoni propositi. Di tutti quegli slanci e quelle iniziative che, puntualmente, a inizio anno, di qualunque anno, promettiamo a noi stessi: farò questo, starò più attento a quell'altro, mi iscriverò a quella cosa, mi ricorderò di, mi comprerò, andrò....
Bisogno di rinnovamento?
Sensi di colpa per un po' di giornate all'insegna delle cibagioni fuori controllo?
Desiderio di rivalsa dopo qualche giorno di relax?
Chi può dirlo...forse il buon Giacobbo...ehi, c'è ancora in tv? Uhm, in effetti, non guardo tanto la tv ma è da un po' che non scorgo pubblicità di Voyager. Semmai continuo a imbroccare film su IpMan di cui, con tutto il rispetto parlando, son anche un po' stufo...
Ad ogni modo, dicevo, pure io qualche buon proposito me l'ero annotato.
Tra questi, per quest'anno, spero almeno di riuscire a dedicare maggior tempo alla scrittura, una passione che cerco di coltivare ma che trovo sempre più arduo coltivare causa tempo libero sempre più esiguo ed energie mentali esiguamente ridotte.
Tutto sommato, nel 2016 ce l'ho pure fatta a veder pubblicato qualcosa di mio e a completare alcuni testi tra cui un raccontino e qualche capitolo del romanzetto "Fine di un era" (titolo provvisorio) che sto portando avanti - con invereconda lentezza - oramai da qualche anno.
Purtroppo, dicevo, le energie mentali e le capacità visive a sera (dopo ore trascorse al pc) scarseggiano. Di contro, sono aumentati gli impegni settimanali per via dell'associazione Kyu Shin Ryu: al di là degli allenamenti marziali in sé ci son state - e continuano a palesarsi all'orizzonte - periodiche "opportunità" per investire tempo ed energie, sbrigando e gestendo dinamiche amministrative e organizzative. Tutte cose che non avevo messo in conto, a suo tempo, candidandomi per il direttivo ma che è necessario, di volta in volta, prendere in considerazione.
Parallelamente a ciò son invece purtroppo diminuite o si sono addirittura arrestate le partecipazioni a progetti culturali, in particolar modo con Terre di Confine, dove fondamentalmente siamo in stand by in attesa di nuove energie e, soprattutto, finanze e investitori desiderosi di supportare il progetto che, per anni, è stato condotto gratuitamente ma con serietà. Ci abbiamo provato con il corwdfunding ma, anche qui, per una serie di fattori, non abbiamo raggiunto l'obbiettivo: e sì che tra cosplayer, fumettisti, autori, fotografi, editori... intervistati e pubblicizzati negli anni qualche euro contavamo di vedercelo riconosciuto, quanto meno come gesto di riconoscenza... invece amen, è andata diversamente. Speriamo però che nel corso del 2017 arrivi qualche svolta ^_^
Per cui, ecco, mi professo ottimista e mi auguro che l'anno appena iniziato possa portare novità e soddisfazioni, magari con un po' meno di quegli stress, imprevisti e intoppi - chiamiamoli così - che hanno caratterizzato l'anno appena concluso. Non sono infatti mancate le occasioni tristi, gli incidenti di percorso, le problematiche, gli impegni pressanti, le delusioni...tutte quelle dinamiche esistenziali che tendono ad abbattere e ad annichilire e a farci dimenticare che invece bisogna esser saldi e ottimisti, capaci di guardare avanti e, soprattutto, di esser buoni. D'altra parte, se nessuno fa la sua parte, difficilmente questo mondo potrà diventare un posto migliore ^_^
Non che il 2016 sia stato solo negatività, intendiamoci, però non è stata la miglior annata di sempre seppure, per quanto mi riguarda, ci son stati anche dei bei momenti visto che l'anno di convivenza con Silvia è filato senza particolari problemi.
Per dirne una, ecco.
Motivo per cui ne approfitto per condividere un video di Rick DuFer (giovane filosofo vicentino) preso direttamente dal Tubo, video che - forse sarebbe stato meglio aver notato prima delle feste ma che, - tutto sommato, non mi spiace e che, credo, può tornar utile per qualche riflessione spiccia:





sabato 31 dicembre 2016

Rogue One: A Star Wars Story

Titolo: Rogue One: A Star Wars Story
Regia: Gareth Edwards
Anno: 2016
Genere: fantascienza
Cast: Felicity Jones, Diego Luna, Ben Mendelsohn, Mads Mikkelsen, Riz Ahmed, Forest Whitaker, Donnie Yen, Jiang Wen, Alan Tudyk, Jonathan Aris, James Earl Jones, Genevieve O'Reilly, Warwick Davis, Valene Kane

La trama in breve:
Jyn Erso è la figlia di Galen Erso, un ingegnere scientifico ribelle, costretto dall'Impero alla costruzione di un'arma di distruzione di massa nota come la Morte Nera. Jyn ha cercato per quindici anni di dimenticare il padre, dandolo per morto, finché un pilota disertore non le ha consegnato un messaggio urgente segreto, proveniente da Galen stesso. Insieme al capitano Cassian Andor e al suo droide imperiale riprogrammato dai ribelli, la ragazza parte allora alla ricerca del genitore e di uno spiraglio per fermare i piani apocalittici del malvagio imperatore. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Finalmente son riuscito a recuperare la visione di questo film: lo aspettavo da un po' ma, tra trasferte, festività e acciacchi vari ho rimandato fino a ieri sera. E questo mio procrastinare ha implicato che, verbalmente o via internet, qualche commento e stralcio di recensione per forza di cose mi fosse giunto. Nel complesso tutti si son detti soddisfatti e compiaciuti. Pure su imdb Rogue One registra un ottimo voto.
Ora, col senno di poi, posso dire che mi aspettavo di più, qualcosa di un po' differente, non so neanch'io bene come definirlo.
Sono ben consapevole che il finale della storia era abbastanza telefonato e vincolato alla sequenza di apertura di Guerre Stellari Episodio IV, per cui certi limiti e forzature ci stavano eccome.
E sono anche consapevole che non è un episodio di Star Wars ma uno spin-off: questo vien messo in chiaro sin da subito, visto che non c'erano le classiche scritte oblique che scorrono nello spazio e che forniscono le spiegazioni di ciò che stiamo per andare a vedere.



Indubbiamente è una storia dai toni più cupi e maturi. Lo si evince anche dal comportamento dei personaggi stessi: Jyn viene strappata dai genitori in tenera età e, dopo una giovinezza trascorsa con i ribelli - anche se non è che ci dicano poi molto -, la ritroviamo prigioniera dell'impero; il capitano Cassian ci viene presentato come un uomo disposto a tutto, determinato e spietato, tant'è che ammazza un suo informatore giusto perché poteva essere d'intralcio o, se fatto prigioniero, rivelare importanti informazioni all'Impero. 
Sullo sfondo di tutto ciò la lotta all'Impero e l'ombra della Morte Nera e del suo impiego, un presagio di morte e di devastazione che nel corso del film diviene realtà e attorno a cui si sviluppano le vicende, da un lato per rintracciare Galen Erso dall'altro per recuperare e trasmettere i progetti della stazione orbitante. Oltre che per spiegare l'origine di quel "buco" nella sicurezza di tale straordinario strumenti di morte ("motivi estetici", avevano detto). 

giovedì 29 dicembre 2016

Kill Ball

Titolo: Kill Ball
Autore: Carlton Mellick III
Traduzione: Tatiana Sansone
Editore: Vaporteppa (*)
Genere: romanzo breve, Bizarro Fiction
Pagine: 92 (circa)

La trama in breve:
In un futuro in cui le persone sono obbligate a isolarsi dentro bolle di plastica colorate per interagire, senza potersi nemmeno vedere, i locali di spogliarello sono diventati l’ultimo tabù. In bolle trasparenti le spogliarelliste soddisfano il bisogno di contatto umano dei maschi, ma Kill Ball, un inarrestabile serial killer, vuole ucciderle tutte. Colin è innamorato di una spogliarellista, Siren, e la sua vita cambierà quando Kill Ball la prenderà di mira. 

Il mio commento:
Come accennato in uno dei precedenti post, ho dato fiducia al progetto editoriale Vaporteppa e acquistato un elettrolibro da loro pubblicato. Ho puntato su questo Kill Ball sia perché il prezzo è molto appetitoso sia perché non avevo mai letto nulla né di Mellick né di Bizarro Fiction, che mi incuriosiva assai.
A tal proposito, vista la mia ignoranza, ho trovato apprezzabile assai la nota dedicata a questo genere in modo da fornirne coordinate e riferimenti al lettore. Giusto per sintetizzare, la Bizarro Fiction mescola elementi fantasy / sci fi con il grottesco, il surreale, l'assurdo, anche se, mi rendo conto, detta così non è che spieghi poi molto. Fatto sta che siamo di fronte a un libro in cui, come accenna lo stesso Mellick, viene presa un'idea incredibilmente ridicola e viene affrontata con serietà. Il che ci porta all'ambientazione proposta che, seppure possa sembrare insensata e del tutto demente, permette lo sviluppo di una storia intrigante (ora che ci penso, chissà se anche il mio "Viola 76" può, almeno in parte, ricondursi a questa tipo di narrativa...). Trattandosi di un romanzo breve, alcune dinamiche sono per forza di cose semplificate e il numero di personaggi proposti, nonché caratterizzati, è minimale. Le spiegazioni del perché e per come si sia arrivati al futuro distopico descritto sono centellinate ma tutto sommato sufficienti a farsi un'idea e ad appagare la curiosità del lettore.
Quel che è certo è che lo scenario descritto non costituisce affatto un idillio ed espone l'umanità a tutta una serie di comportamenti, scomodità e difficoltà pur di garantire la propria sopravvivenza. Viene da chiedersi se effettivamente sia vita quella condotta dentro una bolla di plastica. 
Di contro, l'immagine proposta non è altro che l'esasperazione di fenomeni quali l'asocialità da dipendenza tecnologia oppure la fobia di malattie fisiche, immagine che in questo senso induce a riflettere e a preoccuparsi. 
Ancor di più produce terrore l'idea che un male invisibile e incontrastabile abbia minato uno degli elementi essenziali per la sopravvivenza, come l'aria, tematica sempre molto attuale se consideriamo il livello di inquinamento raggiunto oggi giorno e l'effettivo sforzo per ridurre lo scempio dell'unico pianeta a nostra disposizione.

sabato 24 dicembre 2016

Animali fantastici e dove trovarli

Titolo: Animali fantastici e dove trovarli
Regia: David Yates
Anno: 2016
Genere: fantastico
Cast: Ezra Miller, Eddie Redmayne, Colin Farrell, Ron Perlman, Jon Voight, Samantha Morton, Gemma Chan, Katherine Waterston, Carmen Ejogo, Dan Fogler, Christine Marzano, Lasco Atkins, Alison Sudol, Peter Breitmayer, Jenn Murray, Lucie Pohl, Jason Newell

La trama in breve:
Il giovane magizoologo Newt Scamander arriva a New York dall'Inghilterra con una valigia piena delle creature fantastiche che ha raccolto e salvato in molti anni di viaggi e ricerche. Senza volere, scambia però il prezioso carico con quello di Jacob Kowalski, pasticcere e No-Mag (è il nome americano dei Babbani), il quale libera inavvertitamente le creature, violando lo Statuto di Segretezza e mettendo Newt nei guai. È il 1926 e il Paese è in grande subbuglio: l'oscuro Gellert Grindewalt è introvabile, qualcosa di misterioso semina caos e distruzione per le strade della città e i fondamentalisti della caccia alle streghe sono sempre più infervorati. Il mondo magico e quello dei No-Mag sono pericolosamente vicini ad entrare in guerra. (fonte mymovies)




Il mio commento:
Mi concedo un post breve, giusto per tornare un po' più buono e sognatore, in linea con lo spirito del Natale. A dire il vero, non ho mai avuto molta simpatia per il magico mondo di Harry Potter: l'ho sempre trovato molto infantile, troppo buonista, con dinamiche poco credibili ed esagerate ma, soprattutto, non mi ha mai convinto il tipo di magia proposto, basato solo su bacchette magiche, e totalmente distante ad altre dimostrazioni di potere magico riscontrabili nei più classici fantasy e gdr. Per carità, do merito alla Rowling di esser riuscita a definire un suo cosmo, però non è esattamente quel che aggrada al sottoscritto.
Fatto sta che avendo io condotto Silvia a vedere Dr. Strange, ed essendo passato il trailer di "Animali fantastici e dove trovarli", si son innescate una serie di dinamiche per cui sono andato a vedere questo film al cinema.
Ero un po' prevenuto: sapevo che la storia era basata su un libretto scritto per beneficenza dalla stessa autrice di Harry Potter e sapevo pure che ne avrebbero creato altri n film, ma soprattutto ero memore di quanto successo con Lo Hobbit, proposto sull'onda de Il Signore degli Anelli, ma scandalosamente goffo e insulso. Quella volta, ma solo con il primo episodio, ci sono cascato. Questa volta, temevo di ripetere l'errore.
E invece no. Nient'affatto. Niet. Nada. Nisba.

venerdì 23 dicembre 2016

X-Men: Apocalisse

Titolo: X-Men: Apocalisse
Regia: Bryan Singer
Anno: 2016
Genere: supereroi, azione
Cast: James McAvoy, Michael Fassbender, Jennifer Lawrence, Oscar Isaac, Nicholas Hoult. Rose Byrne, Tye Sheridan, Sophie Turner, Olivia Munn, Lucas Till, Evan Peters, Kodi Smit-McPhee, Hugh Jackman, Alexandra Shipp, Ben Hardy, Lana Condor, Stan Lee, Josh Helman, Monique Ganderton

La trama in breve:
Antico Egitto. En Sabah Nur, detto Apocalisse e venerato come un dio, sta per compiere il rito di trasferimento della sua anima nel corpo di un mutante che ha il potere di rigenerare le proprie ferite, ottenendo così l'immortalità, ma un gruppo di ribelli lo imprigiona sotto una piramide. Nel 1983, mentre il mondo è ancora in debito con Raven e il Prof. X per aver salvato il Presidente degli Stati Uniti e Magneto ha provato a rifarsi una vita e una famiglia mantenendo l'anonimato, un gruppo di fanatici risveglia dal suo riposo eterno Apocalisse, più che mai intenzionato a riprendere il posto che gli spetta sul trono del mondo. (fonte mymovies)

Il mio commento:
Non è un segreto che io, per anni, abbia seguito i fumetti degli X-Men. Magari in modo non continuativo, magari abbandonandoli per poi riprenderli e ri-perdermi nel cosmo infinito di storie proposte dalla Marvel fino a stancarmi nuovamente... ad ogni modo, un minimo di consapevolezza di cosa siano e quali identità abbiano i personaggi ce l'ho.
Tra le altre cose, posseggo pure un simpatico volume (pagato a suo tempo 22.000 lire) intitolato "L'ascesa di Apocalisse" in cui - ora, non è che lo ricordo per filo e per segno visto che l'albo risale al precedente millennio... - si descrivevano i primi anni di vita di En Sabah Nur, praticamente il primo mutante al mondo che, venuto in contatto con la razza aliena dei Celestiali evolve fino a diventare il temutissimo villian Apocalisse. Un tizio tosto, dai grandi poteri, che all'inizio della propria carriera ha pure fatto lo schiavo, contribuendo alla costruzione delle piramidi: nel senso che trainava pietroni, però!
Un personaggio che poi ha preso coscienza dei propri poteri e ha permesso la genesi di varie storie, trame e sottotrame nell'universo Marvel: a lui si ricollegano personaggi come Nathan "Cable" Summers oppure Nathaniel "Sinistro" Essex, tutta la menata sui "12 mutanti" da cui avrebbe dovuto attingere ulteriore potere e saghe come la formidabile "L'era di Apocalisse", in cui Xavier è bellamente schiattato, personaggi buoni e cattivi hanno rivisto i propri ruoli e tutto il mondo è andato a rotoli...
Un personaggio tosto, insomma, la cui trattazione, a livello cinematografico magari avrebbe potuto richiedere un minimo di sensibilità e lungimiranza, anche in vista di potenziali sottotrame e personaggi da introdurre.
Per cui diamo un'occhio a come si presenta il signor Apocalisse nei comics e nei videogame:



Foto di gruppo dell'Era di Apocalisse: il nostro se ne sta a destra

Notate la possanza, l'idea di forza e di potere che traspare, le fattezze e l'espressione incazzosa, la dimensione del suo corpo...

venerdì 9 dicembre 2016

L1L0

Titolo: L1L0
Autore: Pippo Abrami
Editore: Vaporteppa (*)
Genere: racconto, fantascienza, steampunk e una vena di umorismo
Pagine: 19 (circa)

La trama in breve:
L1L0 è un automa, un bollitore con tre cervelli di scimmia e l’aspetto di un coniglio. Se non fosse per il Witz, il tipico umorismo ebraico alla base della sua personalità, si sarebbe già suicidato. L1L0 però è anche una macchina da guerra, la più avanzata in circolazione, e ha una missione: salvare la figlia del proprio creatore.

Il mio commento:
Periodicamente sbircio su Baionette Librarie per cui già tempo addietro avevo adocchiato gli ebook della collana Vaporteppa ma solo recentemente mi son cimentato nella lettura di una delle opere delle collane proposte.
Per cui, dal buffet libero, ho pescato questo L1L0 di Pippo Abrami, autore a me ignoto ma che non mi è spiaciuto affatto.
Le pagine sono scivolate via veloci, grazie anche allo stile e al lessico utilizzato dall'autore, più che buoni e adeguati. Certo, bisogna essere un po' familiari con l'ambientazione steampunk e le sue caratteristiche ma direi che, per quel poco che ne conosco, mi pare che gli elementi ci siano tutti sia in termini di contesto storico che di elementi tecnici e tecnologici. 
Ho qualche riserva sulle conoscenze e sul livello raggiunto in campi scientifici quali biotecnologia e programmazione di automi ma, fondamentalmente, lo si accetta. Apprezzata anche l'integrazione delle leggi della robotica di Asimov visto che, di fatto, L1L0 è un automa senziente... un automa che però è fin troppo umanizzato per via della verve sarcastica che, sin dalla prima pagina, palesa tramite la stampante in dotazione. Indubbiamente questo espediente - la vena ironica da umorismo ebraico, elemento ancor più stravagante se consideriamo il periodo storico è quello del nazismo - è funzionale alla fruizione del testo e a dare un po' di verve ad una voce narrante che procede per lo più in prima persona per cui, probabilmente, con una personalità installata meno "vitale e presente" sarebbe risultata più arida e difficile da digerire (però, ecco, poteva anche andar peggio con una personalità stile Sgarbi oppure alla Hodor). 
Apprezzatissime anche le illustrazioni a corredo del testo, molto evocative ed efficaci nel visualizzare gli elementi descritti, un espediente tra l'altro che mi ha richiamato alla memoria Leviathan di Scott Westerfeld e che aumenta il valore di questo ebook.
Nel complesso, considerando che si tratta di un racconto breve, la storia funzione - anche se forse è un po' troppo immediata la facilità con cui si "sospengono" certe direttive e la rapidità di movimenti padroneggiata dal "bollitore con le zampe" poteva essere meno esagerata - e mi ha convinto a provare qualche altro testo di questo progetto editoriale. Spero anche a voi perché in fondo - come sperimentato anche con Terre di Confine - se qualcuno le supporta, queste iniziative vivono e prosperano altrimenti rischiano di non avere un futuro.

(*) Vaporteppa è una collana ideata e diretta da Marco Carrara per Antonio Tombolini editore, casa editrice fondata da Antonio Tombolini sotto Simplicissimus Book Farm.

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