martedì 7 febbraio 2012

..:: Run, fatboy, run! ::..

Titolo: Run, fatboy run
Regia: David Schwimmer
Anno: 2007
Genere: commedia
Cast: Simon Pegg, Thandie Newton, Hank Azaria, Dylan Moran, Harish Patel


La trama:
Dennis Doyle (Simon Pegg) sta per sposare Libby (Thandie Newton), la sua fidanzata incinta, ma poco prima del matrimonio Dennis, spaventato, corre via. Cinque anni dopo lavora come agente di sicurezza in un negozio di biancheria intima femminile a Londra. Viene a sapere che Libby ha cominciato a frequentare Whit (Hank Azaria). Quest'ultimo entra sempre di più nella vita di Libby e Jake, figlio di Libby e Dennis, per prendere il posto di marito e padre. Per riconquistare Libby, Dennis decide partecipare alla Maratona di Londra (nel film sponsorizzata da Nike).
Dennis e il terrore del matrimonio.
Tempo stimato alla cerimonia:
60 secondi...
Gordon, cugino di Libby e amico di Dennis, scommette tutti i suoi soldi su una bisca clandestina che riuscirà a completare la maratona. Anche Goshdashtidar (Harish Patel), il proprietario dell'appartamento affittato da Dennis, scommette su di lui ma se non riesce a completare i 42 chilometri dovrà cercarsi un altro appartamento. (fonte wikipedia, quanto riportato su mymovie stavolta non mi andava a genio...)

Il mio commento:
Ogni tanto un filmetto tranquillo e disimpegnato ci vuole. Giusto per rilassarsi e svagarsi un poco. E, nel mio caso, per cambiare un po' registro rispetto a BattleStar Galactica, serie sci-fi che ho recentemente cominciato a recuperare (un danke in diretta a Marco) e che, pur soddisfacendomi assai, considerando il ritmo con cui vedo gli episodi, presumibilmente mi terrà impegnato per alcuni anni.
Ad ogni modo, dicevo, mi son visto questo "Run, fatboy, run" per trascorrere un'oretta e mezza di svago. D'altra parte, sulla carta, il film era pure stato premiato nell'ambito degli Empire Awards, edizione 2008. Per di più il protagonista è un certo Simon Pegg che ho apprezzato assai e assai in piccole perle cinematografiche quali "Shaun of the dead" (in italiano "L'alba dei morti dementi") e "Hot Fuzz", e che poi mi son ritrovato pure a bordo nell'Enterprise di J.J. Abrams. 
Assieme a Sylar...

Ah, lo spinnng ....
Senza contare che nel cast c'è pure Thandie Newton, un'attrice che non passa di certo inosservata e che ho apprezzato già nell'ottimo Crash del 2005.
In realtà il film è piuttosto lineare e prevedibile ma discretamente confezionato. Non ci sono situazioni che fanno gridare al miracolo o tali da causare sbellicamenti (si dice?) di risate varie, però nemmeno ci si annoia. E' una commedia nella norma, ecco, con una certa qual dose di umorismo - talvolta realizzata con semplici espedienti, come ad esempio la scoperta dell'associazione per cui si ritrova a correre Dennis o del contesto in cui avviene uno dei primi dialoghi conoscitivi tra il protagonista e Whit ... - e di buoni sentimenti adatta un po' a tutti i palati. 
Se proprio c'è un elemento su cui porre attenzione del film è, banalmente, proprio l'elemento della corsa, sport sempre più in voga e che impegna appassionati di tutte le età e in ogni stagione. Anche in questo gelidissimo periodo dell'anno, dico.
Almeno con il proprio pargolo
Dennis tende a non correre mai...
Il protagonista è piuttosto avvezzo alla corsa - seppur con risultati più che discutibili - solo che questa assume connotazioni di volta in volta differenti: corsa come fuga dagli impegni e dal futuro, corsa come esigenza lavorativa, corsa come competizione, corsa come ricerca affannosa di un figlio smarrito, corsa come training e crescita personale, corsa come sfida e volontà di cambiamento ... Dennis Doyle le prova un po' tutte insomma, riuscendo nell'impresa più ardua. Non tanto nell'affrontare una maratona, ma soprattutto nel riuscire a vincere e superare quel muro che lo "blocca" in una perenne sconfitta esistenziale, incapace di reagire energicamente ad un presente che, tutto sommato, si è cercato.
...in effetti, Jake, quando mi hai
detto che andavi un attimo al bagno
pensavo intendessi qualcos'altro...
E in effetti ci sarebbe da riflettere su tutto ciò perché a volte l'impressione è che il presente ci spinga ad una corsa costante, affannosamente dietro ad impegni, scadenze, orari, pagamenti ecc... 
Si procede per inerzia, insomma, senza nemmeno mai raggiungerlo quel "muro" di fronte al quale porsi e, possibilmente, superare quesiti e dubbi esistenziali. Voglio dire, tutto sommato, pur nella sua mediocrità, fisica e morale, proprio durante la "corsa" Dennis giunge allo stremo, ad una catarsi che gli permette di esaminare e riconsiderare se stesso e la propria esperienza umana. 
Una maratona o la tipica corsa
per l'apertura della stagione dei saldi?
Nel mondo reale, invece, questo momento non sempre ha luogo: il presente ci sorprende invece a vivere in perenne tensione, troppo presi dal sopravvivere, soddisfatti anche solo di riuscire a mantenere un certo ritmo e una certa apparenza senza mai effettivamente mettere in discussione o approfondire nulla. Un processo, quest'ultimo, che potrebbe spingerci al miglioramento, non solo per noi stessi ma anche per gli altri, ecco, ma che per forza di cose è arduamente realizzabile. In tal senso, pur nella finzione di questo "Run, fatboy, run", sebbene Simon Pegg tanto "fat" non lo sia, gli va la mia simpatia.

         





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